Le candelore

Pubblicato da Siciliainfesta.com il 16 gennaio, 2009

La festa di Sant’Agata è inscindibile dalla tradizionale sfilata delle “candelore”, enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candelore precedono il fercolo in processione, perché un tempo, quando mancava l’illuminazione elettrica, avevano la funzione di illuminare il passo ai partecipanti alla processione. Sono portate a spalla da un numero di portatori che, a seconda del peso del cero, può variare da 4 a 12 uomini.
I maestri orafi del Trecento avevano realizzato il Busto di Sant’Agata, un capolavoro d’arte raffinato e prezioso. Ma il popolo, da sempre vicino alla patrona, ha voluto essere presente nella festa con creazioni proprie, opere di fattura artigianale che rappresentassero, inoltre, associazioni di varie categorie di lavoratori.
Definte “barocco in movimento”, anche per la famosa “annacata, ognuna delle 11 candelore possiede una precisa identità. Sulle spalle dei portatori, essa si anima e vive la propria unicità, che si compone di diversi elementi: la forma che caratterizza il cero, l’andatura e il tipo di ondeggiamento che gli viene dato, la scelta di una marcia come sottofondo musicale.
Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine. Ad aprire la processione è il piccolo cero di monsignor Ventimiglia. Il primo grande cero rappresenta gli abitanti del quartiere di San Giuseppe La Rena e fu realizzato all’ inizio dell’Ottocento. E’ seguito da quello dei giardinieri e dei fiorai, in stile gotico-veneziano. Il terzo in ordine di uscita è quello dei pescivendoli, in stile tardo-barocco con fregi santi e piccoli pesci. Il suo passo inconfondibile ha fatto guadagnare alla candelora il soprannome di ‘bersagliera’.
Il cero che segue è quello dei fruttivendoli, che invece ha passo elegante ed è dunque chiamato la < signorina >. Quello dei macellai è una torre a quattro ordini. La candelora dei pastai è un semplice candeliere settecentesco senza scenografie.
La candelora dei pizzicagnoli e dei bettolieri è in stile liberty, quella dei panettieri è la più pesante di tutte, ornata con grandi angeli, e per la sua cadenza è chiamata la ‘mamma’. Chiude la processione la candelora del circolo cittadino di S.Agata che fu introdotta dal cardinale Dusmet. In passato le candelore sono state anche più numerose: esistevano quelle dei calzolai, dei confettieri, dei muratori, fino a raggiungere in alcuni periodi il numero di 28.

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Festa di S.Agata a Catania

Pubblicato da Siciliainfesta.com il 7 gennaio, 2009

Dal 3 al 5 febbraio, Catania dedica alla Santa una grande festa, misto di fede e di folklore. Secondo la tradizione alla notizia del rientro delle reliquie della santa il vescovo uscì in processione per la città a piedi scalzi, con le vesti da notte seguito dal clero, dai nobili e dal popolo. Controversa è l’origine del tradizionale abito che i devoti indossano nei giorni dei festeggiamenti: camici e guanti bianchi con in testa una papalina nera. Una radicata leggenda popolare vuole siano legati al fatto che, i cittadini catanesi, svegliati in piena notte dal suono delle campane al rientro delle reliquie in città, si riversarono nelle strade in camicia da notte; la leggenda risulta essere priva di fondamento poiché l’uso della camicia da notte risale al 1300 mentre la traslazione delle reliquie avvenne nel 1126. Un’altra leggenda afferma che l’abito bianco sia legato al precedente culto della dea Iside. Ma la tradizione storica più affermata indica che l’abito votivo altro non è che un saio penitenziale o cilicio, si afferma inoltre, che sia una tunica, bianca per purezza, indossata il 17 agosto,quando due soldati riportarono le reliquie a Catania da Costantinopoli. Altri elementi caratteristici della festa sono il fercolo d’argento chiamato a vara, dentro il quale sono custodite le reliquie della Santa, esso viene portato in processione insieme ad undici candelore o cannalori appartenenti ciascuna alle corporazioni degli artigiani cittadini. Tutto avviene fra ali di folla che agita bianchi fazzoletti e grida Cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti. È considerata tra le tre principali feste cattoliche a livello mondiale per affluenza.

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I mercatini di Natale in Sicilia

Pubblicato da Siciliainfesta.com il 3 dicembre, 2008

Abbiamo voluto realizzare un articolo per elencare e commentare i mercatini di Natale in Sicilia. Questo spazio verrà aggiornato giorno dopo giorno per segnalare le iniziative in tal senso. Tornate a leggerci spesso.
A Capo D’Orlando (Me) dal 6 all’8 dicembre si svolge la manifestazione “Artigianato in fiera”, con l’sposizione di prodotti locali e mostra di presepi.
A Catania il 12 dicembre si terrà la prima edizione de “l’Isola dei Sapori”. mostra mercato dei prodotti tipici e tradizionali.
A Trapani dal 19 al 28 dicembre si svolge il “Natale in fiera 2008″, mostra mercato dell’artigianato del commercio e del regalo di Natale.
A Caltagirone si terrà il Mercatino di Natale il 7, 14, 21, 28 Dicembre. Stand, esposizioni di prodotti e degli addobbi tipici di Natale. Domenica 7 Dicembre Festa della Cuccia.
A Messina si svolgerà la IV^ edizione del Mercatino “Profumi di Natale”, che si terrà tra le antiche mura di Camaro Superiore (ME), tutte le domeniche, dal 7 Dicembre al 6 Gennaio. Esposizione d’artigianato e degustazione di dolci.

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