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	<title>Il blog di Siciliainfesta.com</title>
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	<description>Articoli, commenti, approfondimenti sulle feste e sagre siciliane e non solo.</description>
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		<title>Essential Experiences a cura di Lorand Hegyi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Siciliainfesta.com</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 14 novembre aprirà al pubblico la mostra d’arte contemporanea Essential Experiences, a cura di Lóránd Hegyi, in programma fino al 28 febbraio 2010. La mostra, che apre la stagione delle nuove attività del Museo Riso, sarà presentata in due sedi espositive: la storica dimora di Palazzo Riso, sede del Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 14 novembre aprirà al pubblico la mostra d’arte contemporanea Essential Experiences, a cura di Lóránd Hegyi, in programma fino al 28 febbraio 2010.<br />
La mostra, che apre la stagione delle nuove attività del Museo Riso, sarà presentata in due sedi espositive: la storica dimora di Palazzo Riso, sede del Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, dove saranno esposti alcuni capolavori dell’arte contemporanea internazionale e la prestigiosa Galleria Regionale della Sicilia Palazzo Abatellis, che ospita l’affresco del Trionfo della Morte, al quale verranno affiancate opere d’arte contemporanea, in un esplicito dialogo con l’affresco quattrocentesco attraverso i concetti del Tempo e della Morte quali “esperienze essenziali” della vita.<span id="more-146"></span><br />
Con Essential Experiences Riso conferma la sua identità di museo diffuso regionale, collegandosi ad altre istituzioni culturali cittadine e del territorio e si fa promotore di una “continuità storica culturale” che coniuga l’antico al contemporaneo per una differente chiave di lettura dello straordinario patrimonio artistico della Regione Sicilia.<br />
Essential Experiences, che ospita oltre venti tra i maggiori artisti del panorama contemporaneo &#8211; tra gli altri: Marina Abramovich, Gilbert&#038;George, Gloria Friedmann, William Kentridge, Anselm Kiefer, Michelangelo Pistoletto, Paolo Grassino, Danica Dakić, Kevin Francis Gray, Koji Tanada, Lee Ufan, Roman Opalka, Jan Fabre ,Giuseppe Penone, Gunther Uecker, Kimsooja – e presenta tre nuove produzioni commissionate da Riso a Dennis Oppenheim, Pedro Cabrita Reis e Richard Nonas, affronta fondamentali questioni etiche che riguardano il concetto di “creazione” e il tema della responsabilità dell’artista, la capacità di coinvolgere il visitatore nel suo viaggio di interpretazione dei grandi temi esistenziali &#8211; quali il trascorrere del tempo, la morte, la solitudine, l’identità, l’amore &#8211; attraverso segni, simboli e metafore, al tempo stesso semplici e complesse.<br />
<strong>Riso: uno sguardo tra passato e futuro</strong><br />
Sotto la direzione culturale di Renato Quaglia, ideatore del progetto 5venti, Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia ha assunto, nel 2007, i caratteri di museo diffuso regionale, coinvolgendo nella sua attività i centri di Palermo, Gibellina, Siracusa e Castel di Tusa. Riso vanta, nel suo programma artistico, i nomi di Lili Reynaud-Dewar, Giulia Piscitelli, Tobia Ercolino, Richard Long; una collaborazione con la 5th Berlin Biennial for Contemporary Art e l’installazione di Circle of Life 1997-2008 di Richard Long alla Fondazione Orestiadi a Gibellina. Ancora, 5venti ha dato inizio a un progetto editoriale del Museo, producendo la collana di cui fa parte la rivista periodica sui temi del contemporaneo Riso/Annex. I quaderni di Riso ed ha avviato, a Gibellina, gli studi per il restauro del Grande Cretto di Alberto Burri. Riso promuove e coordina varie attività rivolte ai giovani: oltre agli incontri con gli studenti ha ideato S.A.C.S., Sportello per l’Arte Contemporanea della Sicilia, per la promozione della creatività giovanile siciliana in Italia e all’estero, curato nel 2008 da Cristiana Perrella e nel 2009 da Helga Marsala. L’impegno culturale e organizzativo di 5venti si è concluso con la mostra Sicilia 1968/2008, lo Spirito del Tempo, a cura di Renato Quaglia, Salvatore Lupo, Sergio Troisi e Valentina Bruschi. Con la mostra Passaggi in Sicilia. La collezione di Riso e oltre, a cura di Paolo Falcone e Valentina Bruschi, il Museo ha presentato al pubblico il primo nucleo di opere della sua collezione. Residenze, pubblicazioni, azioni di promozione e didattica, mostre e iniziative che hanno trovato sede nel territorio proseguiranno per tutto il 2010, coinvolgendo altre realtà regionali e nuove progettualità del sistema dell’arte contemporanea in Sicilia con una serie di attività di respiro internazionale. Nel 2010, nell’ambito di un disegno multidisciplinare sull’identità della città di Palermo, sarà promosso e realizzato uno spettacolo originale della compagnia Teatro de los Sentidos, diretta da Enrique Vargas; tra marzo e aprile esporranno in Sicilia sezioni delle Biennali di Atene, Istanbul e Marrakech; inoltre, opere della collezione del Museo saranno presentate in diversi centri della Sicilia e sarà realizzato un progetto di residenze site-specific curato da Daniela Bigi.<br />
Per ulteriori informazioni: www.palazzoriso.it<br />
Ufficio stampa Delos: 02.8052151 – delosmi@tin.it – www.delosrp.it</p>
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		<title>Acquedolci Independent Film Festival</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 12:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Siciliainfesta.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Acquedolci]]></category>
		<category><![CDATA[Messina]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande soddisfazione per i risultati raggiunti, grande apprezzamento del pubblico e giudizi lusinghieri della critica. Questo il bilancio della II edizione dell’Acquedolci Independent Film Festival, concorso internazionale per cortometraggi indipendenti insignito per il secondo anno consecutivo della certificazione di qualità TopVideo 2009 da Tutto Digitale e organizzato dalla Pro Loco di Acquedolci e dalla Psycholand, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande soddisfazione per i risultati raggiunti, grande apprezzamento del pubblico e giudizi lusinghieri della critica. Questo il bilancio della II edizione dell’Acquedolci Independent Film Festival, concorso internazionale per cortometraggi indipendenti insignito per il secondo anno consecutivo della certificazione di qualità TopVideo 2009 da Tutto Digitale e organizzato dalla Pro Loco di Acquedolci e dalla Psycholand, l’officina della molteciplità con il patrocinio del Comune di Acquedolci e della Provincia Regionale di Messina. Sono state circa 900 le persone che durante le tre serate- 11 – 12- 13 Settembre- presso l’ex arena del cinema di Acquedolci in provincia di Messina hanno assistito alla proiezione dei 22 corti in gara.  Sono stati proclamati i vincitori della 2ª edizione del Festival cinematografico acquedolcese: “Bab Al Samah”, del regista palermitano Francesco Sperandeo, che si è aggiudicato il Premio AIFF 2009. Il regista presente in sala ha così commentato: “Sono molto soddisfatto del<br />
risultato e dell’accoglienza riservatami sia dal pubblico sia dall’organizzazione Bab al Samah ha vinto con la seguente motivazione: “per aver saputo raccontare attraverso la storia di Mehdi le discriminazioni e le umiliazioni subite in ogni parte del mondo ed in ogni latitudine a causa della propria condizione sociale”. Bab Al Samah si è aggiudicato anche il Premio Goowai per la fotografia per aver creato attraverso luci e colori un’atmosfera che coinvolge e trasmette emozioni e il premio MineMed per la miglior colonna sonora. A “into the light” della giovanissima regista Alice Caronna è stato attribuito il premio della Stampa per aver saputo coniugare la semplicità dell’idea alla profondità del tema. A Granosangue di Albero Gatto il Premio Ecoplast per aver saputo creare attraverso il ricordo di Rocco Gatto, martire della n’drangheta,<br />
momenti di grande turbamento e riflessione nella società, immediata beneficiaria del contributo di tanti imprenditori onesti e silenziosi. Il miglior corto AIFF/ scuola è stato assegnato a “ I nuovi Mostri” di Roberto De Feo, il miglior corto AIFF/Sicilia a “Ficurinie” di Marco Gozzo” il miglior AIFF/Documentario a “Rovine con iscrizioni chiare” di Nello Calabrò, il miglior corto AIIF/animazione a “El misterio del pez” di Giovanni Macelli, il miglior AIFF/ video Clip a “Le grands Chevaux” di Joris Clertè.<br />
il cortometraggio più votato dalla Giuria popolare, al quale è stato attribuito il premio Psycholand 2009, è stato “Porque hay cosa que nunca se olvidan” di Lucas<br />
Figueroa. Soddisfazione espressa dalla Direzione Artistica. Il Presidente della Pro Loco di Acquedolci Francesco Sciambarella, dando appuntamento all’edizione del 2010 ha<br />
dichiarato: “ Il festival ha confermato, per la qualità delle numerose opere pervenute, una grande crescita testimoniata dall’apprezzamento del numeroso pubblico<br />
presente.</p>
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		<title>Concerto di Cassandra De Rosa il 3 agosto a Santa Lucia del Mela</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 12:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Siciliainfesta.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazioni ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Cassandra De Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[concerti estate 2009 in Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Lucia del Mela]]></category>

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		<description><![CDATA[Cassandra De Rosa lo scorso anno ha partecipato come concorrente nella trasmissione televisiva di canale 5 “Amici”, condotta da Maria De Filippi. Lagiovane Cassandra dopo l’uscita dal programma ha avuto modo di scoprire che intorno a lei si era creato un numeroso numero di persone, che hanno apprezzato il suo talento canoro e il carattere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cassandra De Rosa lo scorso anno ha partecipato come concorrente nella trasmissione televisiva di canale 5 “Amici”, condotta da Maria De Filippi. Lagiovane Cassandra dopo l’uscita dal programma ha avuto modo di scoprire che intorno a lei si era creato un numeroso numero di persone, che hanno apprezzato il suo talento canoro e il carattere dolce e solare. Ora a distanza di un anno le persone che hanno scelto di seguirla sono aumentate sempre di più.<span id="more-137"></span> In questi mesi Cassandra si è divisa fra le serate in giro per le varie piazze italiane, i concerti di beneficenza (alcuni voluti e organizzati proprio dalla stessa Cassandra), la partecipazione all’anteprima mondiale del nuovo musical “Bernadette il miracolo di Lourdes” scritto da Graziano Galatone che l’ha vista protagonista sul prestigioso palco del Sistina insieme ad attore e cantanti di fama internazionale, che sono stati protagonisti del Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante e i vari raduni per i fans. Attualmente è uscito il suo primo cd intitolato &#8220;Gocce in mare aperto&#8221;  presentato alla Mondadori di via del Corso a Roma con la partecipazione di Massimiliano Varrese il giorno stesso. Il suo cd è stato scritto<br />
in collaborazione con Massimiliano Varrese prodotta da Luca Angelosanti e Francesco Morettini per CASAMUSICA e dall&#8217;etichetta AzzurraMusic, Il 22 Maggio si esibirà in<br />
concerto alla discoteca Alcatraz di Milano mentre l&#8217;8 e il 9 Luglio è volata a Boston per cantare l&#8217;inno americano nello stadio dei red sox.</p>
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		<title>&#8220;SICILIA &amp; DINTORNI&#8221; in Piemonte presente a &#8220;SAPOR di MEDIOEVO&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 17:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Siciliainfesta.com</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La cantina&#8221; &#8211; che ci è stata messa a disposizione &#8216;dentro le mura&#8217; all&#8217;interno del Ricetto dall&#8217;Associazione Turistica Pro Loco, organizzatrice e promotrice dell&#8217;evento &#8220;SAPOR di MEDIOEVO&#8221;, in collaborazione e con il patrocinio dell&#8217;Amministrazione Comunale di CANDELO (BI), ha suscitato subito in noi un fascino particolare perchè la postazione era vicinissima all&#8217;unico ingresso della Torre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.siciliainfesta.com/wp-content/uploads/2009/06/candelo2028429-150x150.jpg" alt=""SICILIA &#038; DINTORNI" in Piemonte presente a "SAPOR di MEDIOEVO"" title="candelo2028429" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-133"  align="left" />&#8220;La cantina&#8221; &#8211; che ci è stata messa a disposizione &#8216;dentro le mura&#8217; all&#8217;interno del Ricetto dall&#8217;Associazione Turistica Pro Loco, organizzatrice e promotrice dell&#8217;evento &#8220;SAPOR di MEDIOEVO&#8221;, in collaborazione e con il patrocinio dell&#8217;Amministrazione Comunale di CANDELO (BI), ha suscitato subito in noi un fascino particolare perchè la postazione era vicinissima all&#8217;unico ingresso della Torre Porta e soprattutto perchè &#8211; ce ne siamo resi conto successivamente &#8211; vicinissimi al piazzale dove si sono svolti quasi tutti gli spettacoli all&#8217;aperto: la vestizione e l&#8217;investitura del Cavaliere; la cattura, il processo pubblico e la condanna alla gogna di malfattori; l&#8217;intrattenimento di musici e giullari; le danze medievali notturne; l&#8217;addestramento dei militi ed il cambio della guardia.<span id="more-131"></span> Il Ricetto di CANDELO: uno dei &#8220;Borghi più belli d&#8217;Italia&#8221; e &#8220;Bandiera Arancione&#8221; marchio di qualità del Touring Club Italiano, è una struttura fortificata tardo-medievale (XIII &#8211; XIV sec.) realizzata, senza alcun intervento feudale, come ricovero &#8220;receptum&#8221; con l&#8217;intento di fornire protezione stabile alle cose più preziose della comunità candelese.<br />
In occasione della 5a edizione di &#8220;SAPOR di MEDIOEVO&#8221; tra le rue della fortificazione del Ricetto &#8211; di fronte ai visitatori &#8211; si sono svolte diverse scene di lavoro e di antichi mestieri: pellicciai, legnaioli, beccai, oliandoli, pizzicagnoli, chiavaioli ma anche notai, speziali, banco del cambio, conio delle monete, lavorazione di pergamene e codici miniati. L&#8217;esibizione degli arcieri medievali si svolgeva in un campo di tiro, la tosatura della lana e le sue successive elaborazioni nelle botteghe, le note medievali di liuti, flauti e vielle lungo le strade insieme a spettacoli di saltimbanchi, danzatori e trampolieri.<br />
La prima piacevole visita alla nostra postazione è stata fatta da un centinaio tra alunni e docenti provenienti da Ivrea. Poi, per tutto il tempo &#8211; compiaciuti &#8211; abbiamo riscosso una notevole attenzione da parte di migliaia di visitatori piemontesi, lombardi, liguri, veneti, toscani, sardi, emiliani, umbri ma siamo stati contattati anche da francesi, tedeschi ed olandesi. Ha destato moltissimo interesse il poster con l&#8217;immagine del nostro spettacolare Castello di Caccamo, difatti quasi tutti gli ospiti-visitatori del nostro &#8220;stand &#8211; cantina&#8221; hanno manifestato meraviglia per la bellezza del maniero e soprattutto hanno esternato complimenti nei nostri confronti per il coraggio di esser venuti da così lontano. E quando all&#8217;interno del locale eravamo intenti a distribuire materiale del nostro &#8220;borgo Medievale&#8221; e del territorio che ci circonda : &#8220;Valle del torto e dei Feudi&#8221;, si finiva sempre col parlare di SICILIA : di bellezze artistiche e naturali, di cassate e cannoli, di ospitalità e calore umano, di arancine e pasta con le sarde, di mare e sole.<br />
In nome e per conto dell&#8217;Associazione culturale &#8220;SICILIA &amp; DINTORNI&#8221;: il Vice-presidente Santo Galbo, Ignazio Pravatà, la mascotte: Alessandro Aglialoro ed il sottoscritto, hanno offerto ai visitatori brochures, itinerari e percorsi turistici, tante immagini fotografiche, oltre 1000 posters, tanto &#8216;pane da cena&#8217; omaggiato dalla ditta Montana e tantissima crema di pistacchi, ma soprattutto abbiamo promosso turisticamente Caccamo ed il Parco culturale della Valle del Torto e dei Feudi precisi intenti per i quali eravamo partiti. Alternandoci nei compiti che ci eravamo prefissi, ci siamo immersi anche nella magìa della &#8220;Notte Bianca Medievale&#8221; con lo scopo di conoscere e fare tesoro della cultura del turismo in realtà simili alla nostra apprendendo il particolareggiato e variegato programma dell&#8217;autentico MEDIOEVO di cui alleghiamo una esigua parte della infinita documentazione fotografica che abbiamo acquisito. Impeccabile la Manifestazione curata nei minimi dettagli dalla Pro-Loco di Candelo che ringraziamo per l&#8217;ospitalità offertaci ; eccelsa l&#8217;organizzazione affidata all&#8217;Associazione Culturale Italia Medievale la cui direzione artistica era curata dal Presidente Maurizio Calì (guarda caso siciliano !) ed un sentito ringraziamento al Sindaco di CANDELO prof.ssa Mariella Biollino che, fin dal nostro arrivo, ha avuto una particolare e costante attenzione per la nostra Associazione.<br />
A conclusione della positiva trasferta, stiamo valutando l&#8217;opportunità di programmare un&#8217;eventuale collaborazione in occasione dell&#8217;evento enogastronomico già calendarizzato &#8220;Vinincontro&#8221; che avrà luogo sempre al Ricetto di Candelo nei giorni 26 e 27 settembre 2009 propostoci già dal dottor Gianni Pozzo Presidente dell&#8217;Associazione Turistica Pro Loco.<br />
L&#8217;evento prevede : degustazioni di vini biellesi e delle enoteche del Piemonte nonché formaggi, riso, dolci e sapori tipici con musici, spettacoli teatrali e di danza con &#8221; NOTTURNO diVINO &#8221; : NOTTE BIANCA DEDICATA A GIOVANI E NON&#8230;</p>
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		<title>Cianciana un paese sempre più internazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 09:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Siciliainfesta.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio e Natura]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono diversi ormai i turisti che hanno scelto il centro montano dell’entroterra agrigentino, di appena 3000 abitanti, come residenza per i loro periodi extralavorativi. Il “fenomeno” alquanto positivo è in continuo aumento e le abitazioni acquistate, sopratutto da cittadini inglesi, cominciano a costituire un bel numero. Proprio in questi giorni una signora irlandese e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono diversi ormai i turisti che hanno scelto il centro montano dell’entroterra agrigentino, di appena 3000 abitanti, come residenza per i loro periodi extralavorativi. Il “fenomeno” alquanto positivo è in continuo aumento e le abitazioni acquistate, sopratutto da cittadini inglesi, cominciano a costituire un bel numero. Proprio in questi giorni una signora irlandese e un cittadino proveniente da Vancouver (Canada) hanno acquistato casa a Cianciana (AG). E’ il caso del signor Bayliss di origine Australiane, trasferito alcuni decenni fa in Canada, il quale, dopo aver visionato alcune abitazioni tramite il sito di una agenzia di viaggi ciancianese ha voluto constatare di persona il paese visitando, durante un breve soggiorno, il centro storico, alcune case in vendita e il panorama dal calvario decidendo così per l’acquisto dell’abitazione situata in Via Riggio.<br />
“Il fatto che ci ha stupito di questa trattativa -  ci dice Paolo Sanzeri di Cianciana.info -  e’ che una persona non europea, ma proveniente dall’altra parte del mondo (Canada)  sia arrivata da noi. La gente apprezza la distribuzione urbanistica, le sue attività sociali,  culturali, le proprietà ambientali, che definiscono in pieno la particolarità della Sicilia. Chi visita il nostro territorio rimane affascinato dai luoghi e apprezza tutto quello che “vede”.<br />
Fonte: http://cattolicaeracleaonline.it/</p>
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		<title>Il cavallo siciliano una biodiversità da tutelare</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 09:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Siciliainfesta.com</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[cavalli siciliani]]></category>
		<category><![CDATA[zootecnica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cavallo siciliano una biodiversita da tutelare, per non calpestare l’arte e la storia equestre delle Madonie. L&#8217; odierno &#8220;cavallo siciliano indigeno &#8220;, il cui possesso ed allevamento, è stato detenuto nel passato sia dal piccolo, sia dal grande allevatore di campagna, disperso, dimenticato nelle vaste aree della nostra regione, in particolare nella parte interna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-123" title="cavallo" src="http://blog.siciliainfesta.com/wp-content/uploads/2009/05/cavallo.png" alt="cavallo" width="280" height="222" align="left" />Il cavallo siciliano una biodiversita da tutelare, per non calpestare l’arte e la storia equestre delle Madonie.<br />
L&#8217; odierno &#8220;cavallo siciliano indigeno &#8220;, il cui possesso ed allevamento, è stato detenuto nel passato sia dal piccolo, sia dal grande allevatore di campagna, disperso, dimenticato nelle vaste aree della nostra regione, in particolare nella parte interna della Sicilia, trae la sua origine da tempi molto antichi. Fondamentale rimane la sua conoscenza per rilevarne la grande qualità genetica ereditata dal miglior sangue dei cavalli dei Europei. In un territorio ricco di bellezze naturali, la cui tradizione storica è fra le più antiche della nostra penisola, in cui il turismo agreste svolge un ruolo preminente, con un suolo ad elevata fertilità e una ricca vegetazione erbacea da cui deriva l&#8217; industria zootecnica (fra cui anche quella equina), il settore equestre resta penalizzato, privo di attenzione e di riconoscimenti , verso questa &#8220;razza” e biodiversita.<span id="more-122"></span> Aggiungo una massima, oltremodo sempre moderna, &lt;&lt; tutto ciò che la stupidità umana attribuisce alla collera di Dio è invece dovuto alla negligenza degl’enti e dell’uomo che governa &gt;&gt;.<br />
Il  &#8221;cavallo siciliano indigeno&#8221; per i suoi attributi specifici e definiti nei parametri della zootecnia, deve essere rivalutato, protetto dall&#8217; estinzione e soprattutto meritare, giustamente e storicamente, il riconoscimento di &#8220;razza&#8221; peculiare della nostra terra.<br />
Il &#8220;cavallo siciliano&#8221; godette nell&#8217;antichità di gran fama. La Grecia, nota in tutto il mondo per la superiorità dei suoi cavalli, riconobbe l&#8217; eccezionalità del cavallo siciliano, ammirato per eleganza, velocità, resistenza, su tutti i campi da corsa, non solo della Sicilia ma della stessa Grecia, al punto da destarne invidia. E&#8217; nel VII secolo A. C. che la produzione del &#8220;cavallo siciliano &#8220;continuerà sotto la dominazione romana, per circa 800 anni in Sicilia, tanto che, tra le razze equine italiane sarà elogiato per la forza, il brio e la resistenza.<br />
Negli scritti di Vegezio &#8220;Razze equine del V secolo dell&#8217; era volgare &#8220;troviamo: &#8220;. . . per la bontà ed attitudine del Cavallo Siciliano alla sella ed al circo &#8220;.<br />
Su questa base di cavalli di piccola taglia ma dalle forme armoniose, si formerà, nel secolo IX dopo Cristo, il più importante allevamento arabo d&#8217; Europa, con l&#8217; importazione di 20. 000 fattrici orientali, provenienti dall&#8217; Africa settentrionale; famosa la razza cavallina d&#8217; Agrigento creata con riproduttori degli emiri Arabi.<br />
Nel 1072, l&#8217; introduzione di stalloni germanici, da parte dei Normanni, porterà influenza benefica su tutta la popolazione cavallina siciliana. L&#8217; incrocio di cavalli Normanni, dalla corporatura molto pesante e robusta, con le più esili fattrici siciliane a base orientale, darà luogo ad un soggetto a struttura germanico-orientale, che nel periodo del grande Federico di Svevia sarà adoperato per la rinomata arte della caccia con il falco ed il ghepardo.<br />
Nel secolo XIV, l&#8217; incrocio con il cavallo spagnolo renderà il cavallo siciliano più elegante, superiore di statura, distinto; sarà questo il periodo aureo del &#8220;cavallo siciliano indigeno &#8221; che, sotto la dominazione Aragonese (1285-1515), diventerà il cavallo più ambito presso le illustri corti europee; in Sicilia sorge il più grande centro d&#8217; esportazione per l&#8217; Europa. Nei secoli XIV, XV e XVI navi cariche di &#8220;cavalli siciliani &#8221; con marchio spagnolo, salperanno dai porti della Sicilia per l&#8217; Inghilterra, la Francia, il Portogallo e per la stessa Spagna.<br />
In Inghilterra i cavalli siciliani erano conosciuti come cavalli spagnoli e saranno utilizzati per la creazione del purosangue inglese. Grazie all&#8217; intelligente utilizzo di molti aristocratici siciliani, nell&#8217; uso di buoni riproduttori (cavalli spagnoli, saraceni, turchi), la produzione equina siciliana andò sempre più perfezionandosi e tra il secolo XVI e XVII giungerà al più alto grado d&#8217; eccellenza e d&#8217;abbondanza. Le relazioni diplomatiche, tra i potenti principi della Sicilia con le fiorenti corti dell&#8217; Italia settetrionale, faranno giungere il cavallo siciliano nelle scuderie dei Gonzaga, dei Visconti e dei Farnesi.<br />
Nel palazzo ducale di Mantova troviamo la prima sala tappezzata di quadri raffiguranti cavalli siciliani. Nel 1424, saranno reclutati a Castelbuono 100 cavalli siciliani e trasferiti nelle scuderie dei Gonzaga. Nel 1500, Leonardo da Vinci disegnerà i cavalli siciliani nelle scuderie del principe Farnese; la corona d&#8217;Inghilterra acquisterà 100 cavalli siciliani e 40 muli per migliorare il sangue inglese. La notevole versatilità e l&#8217;alta qualità genetica hanno, sempre, reso il cavallo siciliano idoneo a varie discipline equestri, in particolare il dressage.<br />
Famosa sarà, nei secoli XVI, XVII e XVIII, &#8220;l&#8217;Accademia della Stella&#8221; fondata nel 1595 a Castelbuono, da Giovanni III, Principe di Castelbuono.<br />
Essa diede vita al prestigioso &#8220;Ordine dei Cavalieri della Stella&#8221;, e fu direta da istruttori di gran fama: primo, fra tutti, il napoletano Federico Grisone (il maestro dei maestri); seguono, Antonio de Pluvinel, maestro di Luigi XVIII; Salomon de la Brue, che introdurrà l&#8217;addestramento dolce rifacendosi ai trattati di Senofonte; Prospero d&#8217;Osma, maestro dell&#8217;Accademia Reale della Regina Elisabetta I. Verso la fine del 1600, il decadimento economico, le lotte interne, la politica sfruttatrice dei rapaci dominatori, impoveriranno ed immiseriranno l&#8217; intera isola, con effetti deleteri., verso la metà del 1700, per intervento di Carlo III, Re del Regno delle due Sicilie, l&#8217;allevamento del cavallo siciliano comincerà a rifiorire.<br />
Sarà proprio Carlo III a creare l&#8217;Haras di Persano (SA) e l&#8217;Haras di Tresanti (Puglia). Il suo successore, Ferdinando I, impianterà l&#8217;Haras di Ficuzza (Corleone) denominato Real Razza di Ficuzza ed erigerà un grande fabbricato: la Reggia di Ficuzza. Da essa usciranno importanti stalloni che influenzeranno, per lungo tempo e sino al 1860, la popolazione equina siciliana.<br />
Il sovrano, a tal scopo, fece pervenire a Ficuzza pregiati stalloni orientali, spagnoli, morelli, delle scuderie reali della Spagna.<br />
Con l&#8217;unificazione della Sicilia all&#8217;Italia, (1860), le mandrie della Real Razza di Ficuzza saranno prevalentemente stabilite nella fascia Madonita; qui si darà luogo ad un lungo periodo di riproduzione, non solo privato ma principalmente pubblico, sotto l&#8217;egida del deposito stalloni di Catania, fondato nel 1867. Nelle Madonie e nel Corleonese, erano allevati i &#8220;cavalli siciliani indigeni &#8220;e, l&#8217;incermento ippico di Catania inviava i produttori tipici, i quali erano, gli stalloni siciliani di Ficuzza. Col passare degli anni, l&#8217;interesse per il &#8220;cavallo siciliano indigeno &#8220;andò sempre più scemando per il mutare dei tempi, per l&#8217;intervento d&#8217;eventi che venivano a modificare il nostro sistema di vita, di lavoro, e di questo cavallo si sentirà parlare sempre meno.<br />
E&#8217; stato agli inizi degl’anni&#8217; 90 che il sottoscritto , assieme con un gruppo di appassionati dell&#8217;ippologia ha ripreso lo studio e la ricerca su quest&#8217;animale, ha condotto una serie di escursioni per i vasti territori della Sicilia, ha visitato numerose aziende, preso contatti con numerosi proprietari e allevatori, ha realizzato parecchie vetrine e mostre sul &#8220;cavallo siciliano indigeno &#8221; , ha organizzato conferenze e dibattiti, lanciando manifestazioni in Sicilia, come “ CAVALLI SOTTO LE STELLE “. Oggi il lavoro viene portato avanti dall’associazione “ I GATTOPARDI SICILIA “ e riconosciuto dalla Lega Equestre UISP SICILIA .<br />
Una tappa storica che vede una razza equina, già in via d&#8217;estinzione, trovare una meritata e consona sistemazione zootecnica, anche storica e culturale.<br />
In questa razza si trova tutta la storia da Federico II imperatore ed il presente della Sicilia, una biodiversità, da tutelare, per non calpestare ed ignorare, l&#8217;arte e la storia equestre delle madonie. Un bene da recuperare, valore che appartiene a tutti i siciliani.</p>
<p><strong>Dott. Vincenzo Allegra Veterinario FEI.</strong></p>
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		<title>A Trapani l&#8217;agnello gigante di cioccolata</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 23:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>trapani per il terzo mondo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 4 aprile 2009, presso la Casina delle Palme di Trapani, l’Associazione ONLUS “Trapani per il Terzo Mondo” con il patrocinio del Comune di Trapani, esporrà un agnello gigante di cioccolato. Il giorno di Pasqua, alle ore 17, la cioccolata che ricopre l’agnello sarà distribuita gratuitamente tra tutti coloro che parteciperanno all’evento. Riprendendo le esperienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trapaniperilterzomondo.it/pasqua2009.html"><img src="http://blog.siciliainfesta.com/wp-content/uploads/2009/03/agnellol1-150x150.jpg" alt="l&#39;agnello in lavorazione" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-111"  align="left" /></a>Dal 4 aprile 2009, presso la Casina delle Palme di Trapani, l’Associazione ONLUS “Trapani per il Terzo Mondo” con il patrocinio del Comune di Trapani, esporrà un agnello gigante di cioccolato. Il giorno di Pasqua, alle ore 17, la cioccolata che ricopre l’agnello sarà distribuita gratuitamente tra tutti coloro che parteciperanno all’evento.</p>
<p>Riprendendo le esperienze degli anni passati (“L’uovo gigante di cioccolata” Pasqua 2004, “La colomba gigante” Pasqua 2005, “La campana gigante di cioccolato” Pasqua 2007), l’Associazione quest’anno ha scelto un altro simbolo pasquale per organizzare l’evento.</p>
<p>La ditta Fratelli Fiasconaro di Castelbuono, a costo di trascurare parzialmente la propria produzione, da più di un mese è all’opera per la realizzazione di un grande agnello pasquale. Da anni i maestri pasticceri sono vicini all’Associazione e preziosi collaboratori per le iniziative che la stessa organizza annualmente, e anche per questa Pasqua dedicheranno tutta la loro professionalità e abilità pasticcera, ad una giusta causa.</p>
<p>L’evento, infatti, non sarà un momento ludico fine a se stesso, ma servirà per finanziare il progetto socio-sanitario dell’Associazione, titolato “Un Medico in Missione per il Madagascar 2006-2010”. Il progetto, tra le altre cose, prevede anche l’invio nell’”Isola Rossa”, di  materiale sanitario e presidi medico-chirurgici, l’attuazione di n. 4 missioni sanitarie all’anno, il mantenimento gestionale della clinica di Fianarantsoa inaugurata nel 2007 anche grazie alle raccolte fondi della stessa ONLUS.</p>
<p>All’evento pasquale è collegata, come ogni anno, un’estrazione di biglietti che si possono ritirare con un’offerta di euro 2,50. Il primo premio è un viaggio aereo andata/ritorno per il Madagascar. Come per ogni iniziativa organizzata dall’Associazione, i premi messi in palio sono donati gratuitamente da ditte del territorio trapanese che da sempre condividono gli ideali e l’operato di Trapani per il Terzo Mondo e che in essa credono profondamente. </p>
<p>L’agnello sarà alto 2,50 metri per una lunghezza di 4,00 metri ed avrà una profondità di 2 metri. Poserà su un prato verde sintetico decorato con ogni sorta di fiore e pianta, in modo da rivelarsi una figura il più reale possibile.</p>
<p>Sarà costituito da meringa bianca merlettata ricoperta da quasi 20mila praline di ottima cioccolata per un totale di circa 100 kg di cioccolato. Le decorazioni, realizzate con diverse tecniche pasticcere, presenteranno anche “dolci mosaici” dei più noti simboli pasquali. </p>
<p>Il grande dolce arriverà a Trapani presso la Casina delle Palme il giorno sabato 4 aprile e, posizionato su un palco, resterà esposto al pubblico tutti i giorni (anche di sera) fino al 12 aprile, giorno in cui avverrà l’estrazione dei biglietti vincenti e la distribuzione gratuita di cioccolato tra tutti i presenti.</p>
<p>La storia dell’Associazione, le opere compiute in Madagascar e le iniziative finora realizzate, possono essere conosciute visitando il sito web www.trapaniperilterzomondo.it.</p>
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		<title>Pasqua in Sicilia 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 16:10:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Pasqua in Sicilia è la ricorrenza che fin dai tempi più antichi e più di ogni altra, ha suscitato in tutto il territorio dell’isola, una intensa partecipazione popolare. Nel corso della Settimana Santa è un susseguirsi di rappresentazioni e processioni che hanno come intento quello della rievocazione e commemorazione della Passione, Morte e Resurrezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Pasqua in Sicilia è la ricorrenza che fin dai tempi più antichi e più di ogni altra, ha suscitato in tutto il territorio dell’isola, una intensa partecipazione popolare.<br />
Nel corso della Settimana Santa è un susseguirsi di rappresentazioni e processioni che hanno come intento quello della rievocazione e commemorazione della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. I cortei che si snodano per le vie delle città sono formati dalle confraternite delle arti e dei mestieri nei loro caratteristici antichi costumi, seguite dal clero con i paramenti quaresimali, nonché da simulacri di Gesù morto, della Madre sua in dolore e dagli altri personaggi che contornano la Passione di Cristo. Ma più spesso queste rappresentazioni sono impersonate dai fedeli che raffigurano con grande pathos i tristi momenti del Calvario di Gesù.<br />
La presenza attiva della gente è sentita a tal punto che, anche a livello emotivo, i sentimenti del dolore per la Morte prima e poi della gioia per la Resurrezione del Redentore, appaiono autentici per la teatralità che assumono nei vari passaggi del ciclo pasquale.<br />
Forte è la simbologia che connota e caratterizza la Settimana Santa sia a livello decorativo degli scenari per la presenza di elementi ormai rituali quali il grano, il pane, il colore viola dei paramenti, i fiori ed altro sia anche a livello metaforico in quanto si vuole che la Pasqua, che cade sempre in Primavera, rappresenti il risveglio della Natura dopo il letargo invernale, e quindi la rinascita della Vita ed il trionfo del Bene sul Male.<br />
Anche sul piano gastronomico la Pasqua viene commemorata con una serie di preparazioni rievocative della ricorrenza: in primo piano l’agnello che viene cucinato secondo le tradizioni cittadine e poi le pecorelle di pasta reale così come di pasta reale sono i frutti coloratissimi che le contornano. Ed ancora le “cuddure o aceddi cu l’ova” una sorta di grande biscotto, a volte a forma di uccello, in cui sono incastonate una o più uova. Ed infine la cassata tipico e rinomato dolce siciliano ormai noto in tutto il mondo che trae origine dalla ricorrenza pasquale.<br />
Il Mistero Pasquale viene rievocato anche nei più piccoli centri di tutta la Sicilia per la voglia di non mancare alle tradizioni ma soprattutto per dare espressione ai propri, autentici sentimenti religiosi. Ma in alcune località le celebrazioni assumono una spettacolarità particolare tale da creare un’atmosfera di lutto e di dolore da cui è impossibile sottrarsi.<br />
A Trapani famosa è la Processione dei Misteri del Venerdì Santo nel corso della quale vengono portate a spalla pesantissime Statue di legno, i “misteri”, la cui fattura risale a vari secoli scorsi , che rappresentano le varie scene della passione di Cristo.<br />
Stessa ritualità si svolge a Caltanissetta con la processione dei Misteri del Giovedì Santo nel corso della quale attraversano le vie della città sedici Statue raffiguranti le varie stazioni della Via Crucis.<br />
Ed ancora ad Enna dove il Venerdì Santo si muove una processione cui partecipano le Congregazioni, antiche corporazioni delle arti e dei mestieri riconosciute fin dai tempi dei sovrani spagnoli, i cui circa duemila confratelli, incappucciati nei costumi propri delle singole confraternite, sfilano portando su vassoi i 25 simboli del Martirio di Gesù. Seguono poi, nel silenzio più assoluto, le “vare” di Cristo Morto e dell’Addolorata.<br />
Poi Adrano, dove si svolge la “diavolata” sacra rappresentazione d’origine medioevale. Ed inoltre Taormina, Milazzo, Erice, Modica ove si svolge una Via Crucis vivente, a Mineo con la sfilate dei “nudi”, Militello con la processione notturna del giovedì Santo al monte Calvario e la via Crucis vivente del giorno successivo. E ancora decine e decine di celebrazioni che è qui impossibile citare.<br />
In definitiva tutte le città della Sicilia interpretano la ricorrenza pasquale secondo gli antichi usi e le profonde tradizioni del luogo. Elemento comune a tutte però la sentita partecipazione delle varie comunità e la rievocazione da parte delle stesse con sentimenti di mestizia propri del lutto per la Morte del Cristo e di gioia per la successiva Resurrezione.<br />
Per conoscere gli eventi in Sicilia legati alla Pasqua nel periodo tra il 5 ed il 13 aprile visitate:<br />
<a href="http://www.siciliainfesta.com/pasqua.htm">Pasqua in Sicilia</a></p>
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		<title>Carnevale in Sicilia</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 09:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Siciliainfesta.com</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Parecchie le città che in Sicilia vantano noti e famosi carnevali come quello di Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa, la cui tradizione è antica nel tempo. Fino agli anni sessanta si approntavano nelle due piazze principali i veglioni (i vagliuna) con i botteghini, dove si giocava al &#8220;sottonovanta&#8221; e dove si danzava. Oggi durante il Carnevale si balla in piazza e nei locali notturni, durante le sagre di salsiccia, trote e cavatieddi e nelle grandi sfilate di carri allegorici e di gruppi mascherati, la domenica ed il martedì prima delle Ceneri. Anche a Bronte, in provincia di Catania, dove un tempo sfilavano &#8220;Laddatori&#8221;, le maschere locali che rappresentano le classi più povere della città, ogni anno ritroviamo per le vie della città i carri ed i gruppi mascherati, come a Paternò, in provincia di Catania, dove però non si vedono più le donne, invitare gli uomini a ballare, vestite con mantelli neri e maschere.<br />
Anche durante il carnevale di Taormina, si svolgono festeggiamenti in maschera per le splendide vie della città, sfilate di carri allegorici la domenica ed il martedì grasso e tutte le sere nella piazza del centro turistico in provincia di Messina feste con balli, gare canore e giochi; come pure a Termini Imerese, in provincia di Palermo, dove oltre ai balli vari si può assistere al rogo dei due fantocci del &#8220;nannu&#8221; e della &#8220;nanna&#8221;, che concludono simbolicamente la festa.<br />
A Mezzojuso, in provincia di Palermo, durante il carnevale possiamo assistere ad una manifestazione, le cui origini risalgono al XVII secolo, che si svolge nella pubblica piazza, &#8220;Il Mastro di Campo&#8221;, interpretata da circa 90 personaggi che indossano costumi che si rifanno al sec. XV e che racconta la storia d&#8217;amore fra il Mastro di Campo e la Regina.<br />
Tra i più noti di tutta la Sicilia, il carnevale di Sciacca in provincia di Agrigento. Di origini antiche, risalenti al 1800, oggi per la realizzazione dei carri e delle maschere allegoriche, la cui sfilata inizia il sabato e finisce il martedì grasso, sono coinvolti artigiani, scultori ed architetti. Durante la festa si possono inoltre gustare le pietanze tipiche preparate durante questa manifestazione, vino, salsiccia, maccheroni al sugo e cannoli di ricotta.<br />
A Misterbianco, in provincia di Catania, la domenica antecedente quella di Carnevale , la domenica di Carnevale ed il martedì grasso, possiamo assistere alla sfilata di oltre settecento maschere, i cui abiti sono realizzati con grande maestria ed in materiali pregiati.<br />
Durante il carnevale di Belpasso, provincia di Catania, la consueta sfilata dei carri è preceduta dal recital dei poeti dialettali locali e a Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa il lunedì sera si effettua la sagra della salsiccia. A Saponara in provincia di Messina, nel corso della sfilata di gruppi mascherati, possiamo ammirare la tipica figura dell&#8217;Orso, realizzata utilizzando pelli di capra.<br />
A Corleone, in provincia di Palermo oltre al consueto corteo dei carri allegorici, il Martedì Grasso si svolge il rogo del fantoccio nannu agghindato con una collana di salsiccia e portato a spalle dal simbolo del Carnevale la maschera del Riavulicchio, che simboleggia la rinascita di questa festa, non celebrata per oltre trenta anni e rinata negli anni 90. Durante il trofeo dei quartieri, viene premiato il carro o il gruppo mascherato più bello.<br />
A Novara di Sicilia, in provincia di Messina, si svolge Il Gioco del Maiorchino, durante il quale delle squadre lanciano lungo un percorso , &#8220;a maiurchèa&#8221;, tipico formaggio pecorino stagionato. Il martedì grasso, durante la Sagra del Maiorchino si possono gustare ricotta, maccheroni di casa conditi con sugo di maiale e cosparsi di maiorchino grattugiato. La domenica di carnevale giochi e premi per tutti i bambini.<br />
Dulcis in fundo il carnevale di Acireale, teatro delle maraviglie: maschere, coriandoli, luci, fiori, musica e soprattutto tanto calore umano. Le stupende vie e piazze del centro storico di Acireale sono la cornice ideale per uno spettacolo che raggiunge il clou con le sfilate dei carri, attraverso i quali gli artigiani acesi esprimono la loro arguzia e fantasia stimolando quella degli altri. E&#8217; del 1594 il documento più antico sul carnevale acese, durante il quale vi era l&#8217;abitudine di giocare tirando arance e limoni.</p>
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		<title>Le candelore</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 11:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Siciliainfesta.com</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La festa di Sant’Agata è inscindibile dalla tradizionale sfilata delle &#8220;candelore&#8221;, enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candelore precedono il fercolo in processione, perché un tempo, quando mancava l’illuminazione elettrica, avevano la funzione di illuminare il passo ai partecipanti alla processione. Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La festa di <a href="http://www.siciliainfesta.com/feste/festa_di_s_agata_catania.htm">Sant’Agata</a> è inscindibile dalla tradizionale sfilata delle &#8220;candelore&#8221;, enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candelore precedono il fercolo in processione, perché un tempo, quando mancava l’illuminazione elettrica, avevano la funzione di illuminare il passo ai partecipanti alla processione. Sono portate a spalla da un numero di portatori che, a seconda del peso del cero, può variare da 4 a 12 uomini.<br />
I maestri orafi del Trecento avevano realizzato il Busto di <a href="http://www.siciliainfesta.com/feste/festa_di_s_agata_catania.htm">Sant’Agata</a>, un capolavoro d’arte raffinato e prezioso. Ma il popolo, da sempre vicino alla patrona, ha voluto essere presente nella festa con creazioni proprie, opere di fattura artigianale che rappresentassero, inoltre, associazioni di varie categorie di lavoratori.<br />
Definte &#8220;barocco in movimento&#8221;, anche per la famosa &#8220;annacata, ognuna delle 11 candelore possiede una precisa identità. Sulle spalle dei portatori, essa si anima e vive la propria unicità, che si compone di diversi elementi: la forma che caratterizza il cero, l’andatura e il tipo di ondeggiamento che gli viene dato, la scelta di una marcia come sottofondo musicale.<br />
Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine. Ad aprire la processione è il piccolo cero di monsignor Ventimiglia. Il primo grande cero rappresenta gli abitanti del quartiere di San Giuseppe La Rena e fu realizzato all’ inizio dell’Ottocento. E’ seguito da quello dei giardinieri e dei fiorai, in stile gotico-veneziano. Il terzo in ordine di uscita è quello dei pescivendoli, in stile tardo-barocco con fregi santi e piccoli pesci. Il suo passo inconfondibile ha fatto guadagnare alla candelora il soprannome di &#8216;bersagliera&#8217;.<br />
Il cero che segue è quello dei fruttivendoli, che invece ha passo elegante ed è dunque chiamato la < signorina >. Quello dei macellai è una torre a quattro ordini. La candelora dei pastai è un semplice candeliere settecentesco senza scenografie.<br />
La candelora dei pizzicagnoli e dei bettolieri è in stile liberty, quella dei panettieri è la più pesante di tutte, ornata con grandi angeli, e per la sua cadenza è chiamata la &#8216;mamma&#8217;. Chiude la processione la candelora del circolo cittadino di <a href="http://www.siciliainfesta.com/feste/festa_di_s_agata_catania.htm">S.Agata</a> che fu introdotta dal cardinale Dusmet. In passato le candelore sono state anche più numerose: esistevano quelle dei calzolai, dei confettieri, dei muratori, fino a raggiungere in alcuni periodi il numero di 28.</p>
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